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Il presidente dell’AVIS Cartuccia “spiega” il Trofeo AVIS

Il PalaSabbatini, teatro delle partite casalinghe dell’Edilcost Ancona, si prepara ad accogliere sabato 27 settembre un evento inedito, seppur legato a doppio filo al volley femminile. Si tratta del Trofeo AVIS, organizzato dall’Associazione Volontari Italiani Sangue di Ancona, che vedrà protagoniste in campo tre squadre di pallavolo della provincia dorica: la stessa Edilcost Ancona, la Somea Co.Im. Ancona e la Gs DìxDì Emmedata Loreto. Queste formazioni, che si scontreranno anche nel prossimo campionato di serie B1 femminile, daranno vita ad un triangolare che, al di là della valenza sportiva, veicolerà soprattutto il messaggio che donare il sangue può salvare la vita. A spiegare meglio il senso di questa iniziativa è Alessandro Cartuccia, 35 anni, presidente dell’AVIS comunale di Ancona e donatore di sangue dal 1999. “L’AVIS (Associazione Volontaria Italiani Sangue) si impegna da sempre a diffondere e promuovere la cultura della donazione di sangue. Donare il sangue, infatti, è importantissimo, perché spesso salva la vita. Non ci si pensa” continua Cartuccia “ma il sangue è una risorsa indispensabile: viene utilizzato per ‘integrare’ le riserve ematiche dei pazienti in sala operatoria, per chi subisce traumi con conseguente perdita di molto sangue, per chi è sottoposto a trapianto di organi e, più in generale, per tutte quelle persone che sono affette da alcuni tipi di gravi patologie.”

In quest’ottica, dunque, che significato può assumere un’iniziativa come questa del Trofeo AVIS?

“Fondamentalmente con il Trofeo AVIS cerchiamo di avvicinare il mondo dello sport alla cultura della donazione del sangue, coinvolgendo direttamente atleti e club. Vorremmo che questi soggetti possano rappresentare un esempio ed uno stimolo per tutti coloro che, anche al di fuori del mondo sportivo, ancora non hanno scoperto quanto sia ‘salutare’ donare il sangue. E’ un gesto che non costa nulla, ma anzi ‘regala’ tanto: è gratificante e, nel contempo, responsabilizzante per chi si presta come donatore perché, nella sua semplicità, contribuisce a salvare la vita di tante persone. In più va considerato che chi è donatore fa un favore anche a… se stesso, perché il suo stato di salute viene monitorato costantemente. Donare il sangue, insomma, aiuta noi e gli altri.”

Come si diventa donatori?

“Anzitutto, per diventare donatori occorre avere un età fra i 18 e i 55 anni e pesare almeno 50 chili. Comunque, per avere tutte le informazioni necessarie, consiglio di telefonare allo 071/59656-01 (-02), tutte le mattine, dal lunedì al sabato.”

In concdlusione?

“Ringrazio le società sportive ed il Comune di Ancona che hanno reso possibile la realizzazione del Trofeo AVIS; mi auguro possa trasformarsi in un appuntamento abituale negli anni a venire. Il coinvolgimento del mondo dello sport è basilare per noi, perché, come nello sport a prevalere dev’essere lo spirito di squadra, così è da intendersi il gesto della donazione di sangue, un atto di generosità con cui ci si fa carico solidarmente dei bisogni del nostro prossimo, considerando che anche noi, un giorno, potremmo trovarci al suo posto. In fondo, nella vita siamo tutti ‘compagni di squadra’.”

Giovanni Marcelli – Addetto Stampa Edilcost Ancona

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