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Come la sfinge

Parlare del Cus oggi è come parlare della sfinge, difficile da decifrare.

La squadra di mister Carletti stenta ancora a trovare una identità precisa, una fisionomia ben precisa.Da capire se il vero volto della squadra è quello del secondo tempo di Gualdo o di Orte o della prima parte della gara di Fano oppure la squadra è quella che si è vista all’opera contro Camerano, Orte e Fano nella seconda parte di gara.
Arduo il lavoro del mister che dovrà capire cosa che non va all’interno di un gruppo che  non riesce a trovarsi, in virtù del fatto che le formazioni incontrate sin qui non erano poi così irresistibili assolutamente alla portata dei bianco verdi.
Nella trasferta di Fano parte forte il Cus, trova il doppio vantaggio e sembra padrone del campo, manca il colpo del ko in più di una occasione, fallisce due tiri liberi con Bilò e al primo errore prende gol. La prima frazione termina quindi con i dorici in vantaggio di una rete e ti aspetti un secondo tempo all’altezza del primo. Il Palextra Fano parte forte e trova il pari, e i cussini cominciano a produrre un gran possesso palla ma sterile nella forma e nei contenuti, anzi quando l’avversario preme sull’agonismo la formazione va in difficoltà finendo poi per subire il terzo gol ma rischiando la capitolazione in più di una occasione. Nei secondi finali i fanesi piazzano il gol che chiude il match a nulla vale il gol di Juninho ad un secondo dalla fine. 4 a 3 altra sconfitta pesante contro un diretto concorrente per la salvezza.
Ora davanti tre partite chiave, in casa contro Ascoli poi il derby contro la Tre Colli e di nuovo in casa contro Urbino, sono le partite da dentro o fuori per capire se il cammino sarà tortuoso oppure una salita da scalatori, e’ tutto nelle mani dei giocatori che ora come ora devono tirare fuori gli attributi e dimostrare quanto tengono alla maglia bianco verdi. Il lavoro di mister Carletti non sarà facile ma esperienza e competenza sono le sue armi, ora basta parlare, pensare ora si deve lavorare uniti solo così si può cambiare rotta in un campionato equilibrato dove con una vittoria si sale e con sconfitta si scende e perdere terreno può voler dire salutare la categoria.

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